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IL SEGRETARIO FRANCO NARDONE SULLA VICENDA DECADENZA PRESIDENZA ASEA

Comunicato Stampa n. 1759 dell’11 gennaio 2018

 

In riferimento agli articoli di questi giorni circa un presunto abuso di ufficio che vedrebbe coinvolto il Segretario Generale della Provincia di Benevento dott. Franco Nardone in merito alla “Dichiarazione di decadenza da Presidente dell’Azienda Speciale Asea nella persona del dott. Alfredo Cataudo”, si precisa che:

1)      nessun Avviso di conclusione delle indagini è stato mai notificato da parte della Magistratura al dott. Nardone, il quale ha appreso di tanto esclusivamente leggendo i Giornali e restando non poco stupito non solo dalle notizie stesse, ma anche dal clamore e dallo spazio ad esse dedicati, pur vigendo, in questo Paese, tutte le misure atte a garantire la presunzione di innocenza soprattutto nelle fasi istruttorie;

2)      La Stampa, su tutta questa vicenda, sembra essere orientata a sostenere a spada tratta una certa interpretazione dei fatti. A tale proposito, il Segretario Generale, avendo ritenuto lesivo della sua persona, onorabilità e professionalità il contenuto di articoli pubblicati in data 22 luglio 2016 ha prodotto, come peraltro annunciato con il Comunicato n. 797 (stessa data),  querela contro quanti, a suo parere, si sono resi protagonisti di notizie false e tendenziose.

3)      In questi giorni, alcuni articoli di Stampa chiamano in causa, artatamente, il Collegio dei Revisori dei Conti della Provincia che avrebbe in qualche misura dato sostegno alle argomentazioni mosse dalla controparte, ossia dal dott. Cataudo. A tale proposito, precisato che il Collegio dei Revisori è un Organo indipendente, scelto, per sorteggio, dall’Ufficio Territoriale di Governo, e non è dunque composto da “nominati” da parte della Provincia, che, per legge, deve solo prendere atto del Verbale di sorteggio, questo stesso Organismo, sulla vicenda di che trattasi, si è espresso come segue con Verbale n. 36 del 10 ottobre 2016: “Omissis … Dall’esame di detta documentazione, il Collegio ha accertato: 1) che non risulta acquisita agli atti della Provincia la dichiarazione di insussistenza/sussistenza di cause di inconferibilità e incompatibilità prevista dall’art. 7 del D.Lgs. n. 39/2013, nonché dall’art. 6 del vigente Statuto dell’A.S. Asea inerente la nomina del dott. Alfredo Cataudo a Presidente del CdA dell’A.S. Asea; 2) la nomina a Direttore Generale dello stesso dott. Alfredo Cataudo, risulta in contrasto con quanto previsto dall’art. 14 del vigente Statuto dell’A.S. Asea, il quale testualmente recita “Il Direttore dell’Azienda Speciale è nominato con  deliberazione del Consiglio di Amministrazione, a seguito dell’espletamento di un Avviso di selezione pubblica”; 3) non si è provveduto alla riduzione dei compensi degli Organi di Amministrazione e controllo, così come previsto dall’attuale normativa e come ribadito dalla stessa Corte dei Conti; 4) non è stato modificato lo Statuto dell’A.S. Asea per poter conseguenzialmente ridurre il numero dei componenti del Collegio dei Revisori. (Omissis). Il Collegio invita il Presidente della Provincia ed il Consiglio Provinciale a recuperare quanto indebitamente percepito dal dott. Alfredo Cataudo”. Tale Verbale è stato discusso in pubblica seduta del Consiglio Provinciale in data 11 ottobre (Deliberazione n. 42) e 9 dicembre 2016 (Deliberazione n. 49) nell’ambito della trattazione dell’argomento “Bilancio di esercizio 2015 dell’A.S. Asea”. Tale documento del Collegio (Verbale n. 36/2016) è in qualunque momento facilmente visualizzabile e scaricabile dall’Albo Pretorio on line della Provincia in quanto Allegato quale parte integrante e sostanziale della Deliberazione n. 49/2016 del Consiglio Provinciale  (vedi il link: http://app1.provincia.benevento.it/art48/wp-content/uploads/2016/12/0-delibera-di-c.p.-n.-49-del-09.12.2016.pdf).

4)      Al fine di far conoscere all’opinione pubblica l’intera verità dei fatti (e non solo quella di una parte), occorre poi precisare che, per quanto concerne il giudizio nelle fasi amministrative, l’avv.to dell’Ente Provincia Giuseppe Marsicano riporta che, circa il giudizio di ottemperanza richiesto con consequenziale nomina di eventuale “Commissario ad acta”, il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale Sezione V (Ordinanza n. Reg. Ric 04334/201/ del 21 settembre 2017), non ha ritenuto accogliere la fattispecie richiesta, valutando, peraltro, che l’incarico del ricorrente Cataudo è prossimo alla scadenza. Il Consiglio di Stato, infine, dichiarando la compensazione delle spese e, quindi, di fatto, valutando di non facile soluzione la controversia, ha escluso ogni seppur minimo richiamo ad una “lite temeraria”. 

5)      Il Segretario Nardone, infine, ritenendo di aver operato in onestà, correttezza e giustizia, ripone fiducia nella Magistratura affinché in tempi brevi si possa fare chiarezza sull’intera vicenda e sulla sua stessa persona.  

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