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IL CONSIGLIO PROVINCIALE RIVEDE L'ASSETTO DELLE SOCIETA' PARTECIPATE

Comunicato Stampa n. 793 del 27 dicembre 2019
Alla Rocca dei Rettori si è riunito stamani il Consiglio Provinciale sotto la Presidenza di Antonio Di Maria.
Erano assenti i Consiglieri: Cataudo, Mucciacciaro, Paglia, Parisi, Ruggiero.
Il Presidente Di Maria ha dato innanzitutto lettura della avvenuta approvazione del Piano del Dimensionamento dell’Anno Scolastico per il 2020/2021, redattoi dal Tavolo tecnico appositamente istituito. Il Piano prevede quanto segue:
-IIS di Morcone resta sottodimensionato: 302 alunni
-IIS. “Virgilio” di Benevento resta sottodimensionato: 465 alunni
-IC di Guardia Sanframondi resta sottodimensionato: 459 alunni
-IC di Pietrelcina resta sottodimensionato: 547 alunni.
II Tavolo Tecnico, sulla proposta del Convitto “Giannone” di Benevento di soppressione della Scuola secondaria di primo grado annessa al Convitto stesso e conseguente migrazione degli alunni alla Scuola secondaria di primo grado al San Filippo Neri di Benevento, dopo ampia discussione anche in merito alla competenza e titolarità a decidere sull’argomento specifico, ha espresso l’auspicio che l'Ufficio Scolastico Regionale recepisca le direttive contenute nella Delibera di Giunta Regionale  n. 280\2019 in materia di autonomia.
Il Tavolo, inoltre, sulla proposta di I.C. “De Santis” di Moiano circa l'attivazione di una ulteriore sede di scuola secondaria di primo grado presso il plesso di Forchia, dibattuta la questione, si è dichiarato favorevole a condizione che si verifichi la disponibilità numerica degli iscritti.
Per quanto concerne l’Offerta formativa il Tavolo istituzionale, rispetto alle proposte di programmazione pervenute, ha espresso il  parere favorevole su quelle di:
-I.S. “Galilei – Vetrone” per un corso serale presso Istituto Tecnico Agrario;
-I. Tecnico Industriale “G.B. Lucarelli” di Benevento per un corso serale di Perito industriale Informatico – Meccatronico – Elettrotecnico;
-I.S.A. “Moro” di Montesarchio: per un corso serale per Servizi Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera.
Su proposta del Consigliere Renato Lombardi, dopo l’approvazione dei Verbali  della seduta del Consiglio del 22.10.2019, è stato inverito l’Ordine del giorno dei lavori per la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale dopo le abbondantissime piogge di sabato 21 e domenica 22 dicembre 2019 che, secondo i dati forniti dalla Società in house Asea, che per conto della Provincia di Benevento gestisce la Diga di Campolattaro sul fiume Tammaro, hanno scaricato nell’invaso tanta acqua da creare l’innalzamento della quota di invaso pari a 270 centimetri per l’afflusso di 17.002.218 milioni di metri cubi d’acqua, di cui solo 2 milioni circa sono stati rilasciati in alveo agendo sulle paratoie ed evitando, pertanto, l’esondazione dello stesso Tamaro e del fiume Calore più a valle.
Il Consigliere Renato Lombardi, nel ricordare in particolare quanto si è registrato in Valle Caudina sia sannita che irpina ed espresso tutta la solidarietà ai cittadini di San Martino Valle Caudina e di Faicchio, ha chiesto che siano avviati i progetti di pulizia degli alvei fluviali e che, in vista della nuova Programmazione europea, si faccia richiesta alla Commissione europea per destinare fondi alla manutenzione dei territori, contro i dissesti, con contributi agli agricoltore per una regimentazione corretta delle acque.
La richiesta di dichiarazione dello stato di calamità è stata votata all’unanimità.
Il Consiglio, su richiesta del Consigliere Lombardi, ha quindi sospeso per qualche minuto i propri lavori per consentire lo svolgimento di una riunione tra Presidente e Consiglieri, al termine della quale si è deciso di rinviare ad altra seduta del Consesso tutti i punti all’Ordine del giorno ad eccezione della sola questione relativa alla ricognizione delle Società partecipate della Provincia per gli adempimenti previsti dalla Legge Madia.
Il Presidente Di Maria, nel riprendere i lavori, ha dichiarato che la questione da affrontare in maniera prioritaria, per quanto attiene le Società partecipate, è quella della Samte, la cui condizione di cassa assolutamente drammatica è ben nota. Le perdite prodotte in misura rilevantissima per ogni giorno che passa dalla Società di gestione del ciclo rifiuti, ha spiegato Di Maria, investe lo stesso Bilancio della Provincia: in questi giorni infatti sono stati assunti impegni proprio dalla Provincia per 200mila Euro per la raccolta del percolato prodotto dalla discariche post mortem. Sono risorse finanziarie sottratte agli investimenti sul territorio per scuole, strade e ambiente: la Provincia fa da supplente alla stessa Samte, che non gode più di alcuna fiducia da parte delle Aziende private specializzate nella raccolta del percolato. Il Presidente ha dichiara, pertanto, di non essere più disponibile a caricare il Bilancio della Provincia di costi non suoi. Ai sensi della legge regionale 14 del 2016 la Provincia sta facendo da supplente allo stesso Ato rifiuti che ancora non riesce a decollare e dunque andare avanti in questo modo non è più possibile. La Provincia ha fatto da supplenza alla stessa Regione Campania, perché quest’ultima l’ha lasciato sola in particolare quando non ha deliberato in quattro anni di vigenza della Legge 14 la perequazione sui costi della gestione delle discariche post mortem.
Di Maria ha assicurato di non voler affatto risolvere il problema della Samte in contrapposizione con i Sindaci sanniti, perché con i conflitti non si va da nessuna parte: viceversa ci vuole maggiore dialogo e confronto e, soprattutto, grande senso di responsabilità nei confronti dei cittadini.
La parola è, quindi, passata al Direttore Generale Nicola Boccalone per la relazione sulle Società partecipate. Boccalone ha ricordato che la legge Madia del 2016 impone agli enti di rivedere la propria organizzazione e verificare se le Società partecipate sono ancora necessarie ed attuali.
“La legge – ha affermato Boccalone - ci impone di verificare sia la sostenibilità economica delle Società partecipate, sia la risposta a questa domanda: la Provincia è ancora competente ad amministrare quelle materie per le quali sono state costituite le Società partecipate?”.
La Samte ha una grave situazione di Bilancio che è a tutti nota e certificata dai Revisori dei conti, ha ricordato il Direttore. Il problema vero ai sensi della Legge Madia, tuttavia, è quello della competenza in materia di gestione rifiuti. Su questo argomento non ha alcuna rilevanza la sostenibilità economica: lo dimostra il fatto della vicenda della omologa Società irpina che è in equilibrio e che onora i propri debiti: tuttavia, è essa stessa soggetta alla domanda circa la competenza della Provincia ad intervenire in materia di rifiuti. Il vero soggetto gestore è, secondo la legge regionale, l’Ente d’Ambito che, però, non ha ancora un Piano industriale.
“Va comunque notato – ha scandito Boccalone - che i lavoratori Samte sono garantiti perché il nuovo Soggetto gestore individuato dall’Ente d’Ambito dovrà comunque assicurare “il passaggio di cantiere”. Occorre capire quali siano gli scenari che l’Ente d’Ambito intende creare nel proprio Piano industriale, individuando un Soggetto gestore del ciclo rifiuti, anche a fronte della vera e propria “crisi di impresa” della Samte. In tale contesto occorre applicare quanto la legge prevede in caso di crisi di impresa a tutela dei lavoratori. “Dunque, ha sottolineato Boccalone, noi ci troviamo in questa situazione: non c’è più la competenza della Provincia in materia rifiuti; e c’è la crisi di impresa anche a ragione della chiusura dell’unico impianto funzionante (lo Stir di Casalduni). In un momento di crisi conclamata come questa, la Legge Madia prevede di attivare il “Segmento funzionale di attività”. Dunque, per evitare lo spettro del licenziamento, anche in questa fase di liquidazione, si potrebbe attivare la gestione dei siti dismessi (Montesarchio, ad esempio). Si può, dunque, rivedere il contratto dei dipendenti e rivedere le competenze per continuare a garantire il posto di lavoro. Contestualmente, si potrebbe rivedere la tariffa per la lavorazione dei rifiuti da parte del Presidente della Provincia: al fine di scongiurare i licenziamenti, pur mettendo in liquidazione la Società, si possono avviare contratti per i soli siti di discarica dismessi sul territorio”.
Il Consigliere Renato Lombardi, intervendo nei lavori, ha dichiarato: “abbiamo preso parte quali Consiglieri di opposizione a questa seduta solo per senso di responsabilità istituzionale: infatti, quattro componenti della maggioranza non sono presenti in Aula. Credo che la maggioranza debba riflettere sulle assenze al suo interno. Abbiamo però il dovere come Consiglio provinciale di garantire il posto di lavoro dei dipendenti, che per noi di opposizione costituisce una opzione irrinunciabile. Denuncio il fatto che poche sere or sono nell’Assemblea dell’Ato rifiuti si è registrato il vuoto di responsabilità perché erano presenti solo una decina di Sindaci su 78. Annuncio il voto di astensione sulla delibera delle Società partecipate”.
Il Consigliere Pasquale Carofano, intervendo nel dibattito, ha dichiarato che occorre decidere sulle Società partecipate perché lo impone la Legge Madia. “Oggi è il tempo di assumersi della responsabilità perché non c’è più tempo di rinviare i problemi. Il tema della Samte è fondamentale per il nostro territorio. Prendiamo atto che la maggioranza non c’è ed annunciamo la nostra astensione”.
Il Presidente Di Maria ha dichiarato: “Oggi era necessario discutere su due argomenti fondamentali: l’alluvione e la Samte. Questi temi non potevano essere lasciati decantare e ci dovevamo assumere le responsabilità. C’è  soprattutto un problema drammatico per tutta la collettività: quello della Samte. Tutti gli studi e le analisi sulla vicenda portati avanti per dodici mesi ci dicono e ci impongono di liquidare la Samte, di garantire i contratti di solidarietà per i lavoratori, di rivedere la tariffazione e di imporre finalmente alla Regione Campania una vertenza sulla vicenda della perequazione e della gestione della discarica post mortem. La mancanza di funzione e la conclamata crisi aziendale impongono di avviare la liquidazione della Azienda Samte, tenendo in vita solo i segmenti aziendali della gestione post mortem anche attivando contratti di solidarietà per i lavoratori. Non vogliamo mandare a casa nessuno, ma anzi intendiamo salvaguardare per quanto possibile i posti di lavoro”.
Infine Di Maria ha dichiarato: “Dobbiamo imparare a distinguere chi intende lavorare seriamente per la Provincia di Benevento e chi no. Non è una questione di schieramento politico: è un impegno che dobbiamo onorare il nostro lavoro a favore del Sannio”.
Il Consiglio ha quindi deliberato di approvare la ricognizione di tutte le partecipazioni possedute dalla Provincia di Benevento alla data del 31 dicembre 2018, dando atto che resteranno nella proprietà dell’Ente: Sannio Europa scarl, A.S. Asea, Consorzio ASI, Consorzio Sannio.IT e Gal Titerno scarl. Il Consiglio ha invece deciso di avviare le procedure per la dismissione delle quote di partecipazione detenute nella  società in liquidazione Borghi Autentici del Sannio e dell’Irpinia e di avviare le procedure per la messa in liquidazione volontaria della società SAMTE SRL. Il Consiglio ha votato con quattro “sì” e due astensioni. 

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