Comunicato Stampa n. 1462 del 06 marzo 2010
Inaugurata stamani all'Archivio di Stato la mostra "Balie. Donne tra lavoro
e cura", nell'ambito della seconda Edizione del progetto "Gli archivi del
lavoro", promosso dall'assessorato alla cultura della Provincia di
Benevento, con il coordinamento scientifico di Valeria Taddeo, direttrice
dell'Archivio di Stato, e di Rossella Del Prete, docente dell'Università
degli studi del Sannio.
All'evento erano presenti: oltre all'assessore alla cultura della Provincia,
Carlo Falato; le curatrici della mostra; il sindaco di Veroli (FR), Giuseppe
D'Onorio; l'amministratore straordinario dell'Ente provinciale per il
turismo di Benevento Giovanni La Motta; il Direttore dell’Archivio di Stato
di Caserta, Dott. Aldo Santamaria; il Direttore del Museo Civico di
Altavilla Irpina, Giampiero Galasso e la Vicepresidente dell’Associazione *
AversaDonne* del Museo della Ruota degli Esposti di Aversa; numerose
Autorità scientifiche e culturali.
La mostra ripercorre, con documenti in gran parte inediti e provenienti da
molte città e regioni italiane, il lavoro delle bambinaie che, nei secoli
scorsi, in Istituti assistenziali pubblici o religiosi si prendevano cura
dei “trovatelli” e degli “orfani”. La mostra, peraltro, si sofferma anche
sul fenomeno, tristissimo, ma quasi inevitabile nelle società povere,
dell'abbandono dei neonati. Nel corso dei millenni e nelle comunità di tutte
le latitudini e longitudini, chi non poteva mantenere il figlio o lo
uccideva o lo lasciava in cura a qualcuno: del resto, ancor oggi accade
anche Italia, con la differenza però che, mentre di questi tempi i bimbi
vengono spesso lasciati nei cassonetti dell'immondizia, nei tempi andati
venivano invece inseriti nella cosiddetta “ruota degli esposti”, cioè in una
sorta di speciale montacarichi a scomparsa, grazie al quale la madre,
conservando l'anonimato, consegnava e affidava agli Istituti preposti
all'infanzia il proprio piccolo. Per i bambini abbandonati, quella ruota,
fino alla sua soppressione, nel 1875, costituì l’ingresso ufficiale nella
vita, diventando “figli della Madonna”.
In due ampi e luminosi locali dell'Archivio di Stato sono state dunque messe
in mostra una grande quantità di documenti di diverse epoche e di diverse
Autorità che dimostrano come ci si prendeva cura di orfani e “trovatelli”;
foto d'epoca con numerose balie in azione – anche nell'atto di allattare;
vestitini, girelli, culle ed altro materiale per curare i piccoli; ed anche
la “ruota degli esposti” che viene dall’Ospedale dell’Annunziata di Aversa,
recentemente restaurata.
Di grande suggestione l’allestimento della mostra: ai documenti che
raccontano la storia della prassi del baliatico in Campania, alle
statistiche dei cosidetti “*projetti”*, ai contratti o ai mandati di
pagamento stipulati tra Provincia o Comune e le balie, si affiancano le
immagini delle sale della Casa Santa dell’Annunziata di Napoli, le
fotografie delle famosissime balie di Veroli, quelle delle balie toscane e
bellunesi, ed ancora gli oggetti loro appartenuti (i costumi, i grembiali,
le scarpe, gli spilloni) ed ai bambini (i giochi più antichi, quelli dei
poveri e quelli dei ricchi, le camicine, i corpetti, le fasce e i
pannolini); le fotografie originali della balia di Luchino Visconti, i
costumi degli infanti sepolti sotto la cripta della Chiesa madre di
Altavilla Irpina. Il pezzo forse più suggestivo e commovente è la *ruota
degli esposti*, originale dell’Ospedale dell’Annunziata di Aversa. Per i
bambini abbandonati la ruota, fino alla sua soppressione, nel 1875, costituì
l’ingresso obbligato per poter beneficiare dei benefici e privilegi che le
Case Sante dell’Annunziata, diffuse su tutto il territorio campano, ma anche
nazionale, riservava agli esposti che venivano generalmente abbandonati nei
primissimi giorni di vita ed erano in prevalenza femmine per diventare,
così, “figli della Madonna”.
L’assessore Falato, nel presentare la seconda tappa del progetto *“Gli
archivi del lavoro”, *ideato e coordinato dalla prof.ssa Rossella Del Prete,
ha voluto innanzitutto ringraziare le tante Autorità scientifiche e gli
Istituti che hanno voluto generosamente cooperare con la Provincia di
Benevento per l'allestimento della mostra. Falato ha quindi ricordato che il
progetto, “Gli archivi del lavoro”, inaugurato lo scorso anno con la mostra
sulle *Tabacchine* (le lavoratrici del tabacco) vuole essere un viaggio
nella memoria nella storia sociale, economica e produttiva del Sannio.
Quest'anno, ha proseguito Falato, focalizza il tema della maternità e
dell’infanzia nelle sue diverse forme e relazioni. In occasione della festa
della donna, ha aggiunto l'assessore, il progetto oltre al lavoro femminile,
si è aperto anche al tema di quello minorile anch’esso peculiarità del
territorio. Il programma di questo mese di marzo, infatti, oltre alla mostra
sul baliatico ed al convegno che seguirà nei giorni 29-30-31 su “Maternità e
Infanzia tra passato e presente”, prevede anche un momento seminariale
dedicato ai “valani”, i bambini affittati o venduti sulle scale del Duomo di
Benevento, nel giorno dell’Assunta, in cambio di pochi sacchi di grano o
denaro. Il seminario si terrà il prossimo 13 marzo sempre presso l’Archivio
di Stato alle ore 10.30 e vedrà protagonisti la Solot ed i Sancto Janne.
Ad illustrare il contenuto della mostra, sono state Valeria Taddeo e
Rossella Del Prete.
Il valore dei documenti d’archivio ai fini della ricostruzione della storia
del territorio è stato più volte sottolineato dalla dott.ssa Taddeo che sta
conducendo un’intensa attività di sensibilizzazione soprattutto sulle
scolaresche che di frequente visitano l’archivio, aprendosi a collaborazioni
scolastiche multidisciplinari così come a momenti di divulgazione, come
quello della mostra.
La prof.ssa Rossella Del Prete si è invece soffermata sul tema dell’infanzia
abbandonata a Benevento accolta prima presso i due orfanotrofi femminili
dell’Annunziata e di San Filippo Neri (su cui ha di recente pubblicato un
libro per i tipi della FrancoAngeli), poi presso il brefotrofio provinciale.
Realtà tuttora da indagare, dopo un’attenta ricognizione delle fonti
storico-documentarie.
La mostra sulle balie resterà aperta presso l'Archivio di Stato fino al 31
marzo, tutti i giorni, con esclusione della domenica, con il seguente
orario: dalla ore 9 alle 19 nei giorni dal lunedì al venerdì e dalle 9 alle
13 il sabato.
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