Arte e Turismo
IL MUSEO DEGLI OROLOGI
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Una vita ad inseguire il tempo, su e giù per campanili e torre civiche.
Non è un semplice collezionista di orologi - come ce ne sono tanti, ma un Maestro artigiano;
uno che gli orologi non solo li ripara, ma li costruisce pure. O meglio: li ama.
Bene: grosso modo è questo il riassunto di una vita.
La vita di Salvatore Ricci da San Marco dei Cavoti, bellissimo ed illustre centro distante trentasei chilometri da Benevento, con un bel campanile accanto della Chiesa Madre (anche se quel campanile, in realtà, era molti secoli fa la torre di un carcere).
Su quella costruzione, alla caccia del tempo, Salvatore salì sin dalla più tenera età per un impulso irrefrenabile: ed oggi ormai giunto alla soglia degli …anta anni, Salvatore non solo non ha rinnegato la passione giovanile, ma ormai è giunto al punto di pensare che, probabilmente, se qualcuno non avesse inventato parecchi secoli prima il meccanismo dell’orologio, lui, Salvatore, non sarebbe nemmeno nato.
Quello per l’orologio da torre, dunque, è per Salvatore un amore eterno, indistruttibile e refrattario a tutte le avversità e difficoltà - come quello cantato da Gabriel Garcia Marquez in suo straordinario libro. Salvatore, del resto, cominciò la sua scalata ai campanili senza che alcuno glielo insegnasse e – meno che mai – glielo imponesse. Vocazione. Ispirazione divina. Un minuscolo gene nella doppia elica del suo DNA (in verità piuttosto … voluminoso). Il Maestro ha imparato da solo l’arte di dondolarsi sui contrappesi in pietra o in ferro; ad ascoltare il rumore (ma sarebbe più rispettoso per lui definirla: la musica) di rotelle dentate, aste e lancette; a ridare vita e respiro ai meccanismi ammalati di vecchiaia o feriti dalle ingiurie degli uomini, delle tempeste e dei terremoti.
Poco alla volta, però, Salvatore si è accorto che non gli bastava più soltanto ripararli quegli orologi: infatti, ha avuto chiara nella mente la missione della sua vita e, cioè, salvare quella razza in via di estinzione. Eh già perché gli orologi, per Salvatore, non sono affatto esseri inanimati: essi come gli uomini. Hanno un’anima.
E così, con il passare dei secondi, dei minuti, delle ore, dei giorni, dei mesi e degli anni, Salvatore intuì la verità sempre più nitidamente. Gli orologi da torre avevano fatto il loro … tempo. Gli architetti, nei loro progetti di arredo urbano, infatti, avevano cominciato a snobbare torri e campanili; gli orologi digitali stavano soppiantando quelli a meccanismo; gli artigiani orologiai sparivano poco alla volta, forse riparando in Svizzera. Intanto, però, con questi cambiamenti, un pezzo importante della storia e della vita delle nostre comunità svanisce nel nulla. Si perdono gli antichi sapori dei cibi ed il modo tradizionale di misurare il tempo – che, appunto un … tempo, non era frenetico come quello odierno. |
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