SINDACO E PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI BENEVENTO CONTESTANO IL GOVERNO SULLA CLASSIFICAZIONE DEI COMUNI MONTANI: "SI DETERMINA UN DANNO ENORME ALLE AREE INTERNE SANNITE"

Il sindaco di Benevento Clemente Mastella e il presidente della Provincia di Benevento Nino Lombardi, con un documento unitario, hanno contestato radicalmente la classificazione dei Comuni da considerarsi montani, secondo una prima stesura di un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, redatto ai sensi della legge n. 131/2025, "Legge sulla montagna", per il riconoscimento dei benefici previsti per sanità, istruzione, incentivi agli investimenti e alle imprese, lavoro agile, acquisto e ristrutturazione di immobili.
«Il Governo e il ministro Calderoli, hanno dichiarato Mastella e Lombardi, stanno portando a termine un altro blitz ai danni del Sud e delle aree interne. Con i nuovi criteri della legge 131/2025 tutta la Campania e naturalmente le aree interne sarebbero fortemente penalizzate: in tutta la Regione più di 100 Comuni perderebbero questo status che dà diritto, giustamente, a diversi contributi speciali e agevolazioni».
Mastella e Lombardi proseguono: «Sotto accusa restano i nuovi parametri “fisici” in base ai quali un Comune viene definito montano se: almeno il 25% della superficie si trova al di sopra dei 600 metri di altitudine, se almeno il 30% del territorio ha una pendenza di almeno il 20%, se il Comune ha un’altimetria media più bassa ma è circondato da altri Comuni che soddisfano i primi due criteri. Secondo un’opinione piuttosto diffusa, i nuovi “misuratori” seppur garantiscano rigore tecnico sollevano dubbi sull’equità sociale e territoriale. Nel Sannio, allo stato, perderebbero lo status di “Comune montano” realtà come Solopaca, San Salvatore Telesino, Faicchio, San Lorenzello, Guardia Sanframondi, Sant’Agata de’ Goti, Moiano, Bucciano, Forchia, Arpaia, Apice, Campolattaro, Buonalbergo, Reino (in controtendenza, diventerebbe montano San Martino Sannita). E non si tratterebbe soltanto di un titolo, il declassamento, inciderebbe direttamente sull’accesso a fondi, deroghe normative e agevolazioni fiscali. «In vista del momento decisivo dell’adozione del Dpcm – proseguono Mastella e Lombardi -, auspichiamo una mobilitazione istituzionale accanto ai nostri Comuni: il disegno di Calderoli favorisce le Alpi rispetto agli Appennini, il Nord rispetto al Sud, i forti rispetto ai più fragili dal punto di vista socio.economico».
In sostanza, affermano Mastella e Lombardi, con questa nuova classificazione si consentirebbero situazioni paradossali, restando ammesse ai benefici per le zone montane località al top mondiale del turismo del “glamour” quali Courmayeur, Positano e Cortina d’Ampezzo.
La manovra governativa va fermata, dicono Sindaco e Presidente, «prima che faccia un altro danno politico. Sosteniamo le battaglie di Uncem e Anci e il documento firmato da centinaia di esperti e docenti universitari. Riteniamo che criteri di natura puramente fisica e basati, in maniera miope, solo su rigidità di natura altimetrica provochino svantaggi territoriali, al Sud soprattutto, inaccettabili. Occorrerebbe invece inserire nel concetto giuridico di comune montano anche parametri basati su gap infrastrutturali e demografici: questo significherebbe lavorare al rilancio delle aree interne appenniniche e meridionali, a patto che l'obiettivo come si leggeva in uno sciagurato paper governativo non sia davvero quello di svuotarle. Non lo permetteremo».
Il primo cittadino di Benevento ed il vertice della Rocca dei Rettori concludono: «Ringraziamo il presidente campano Roberto Fico e l’assessore all'Agricoltura Maria Carmela Serluca che hanno giù messo nero su bianco la loro contrarietà e la necessità di modifiche in sede di Conferenza Stato-Regioni». Ed infatti nulla è ancora perduto. Chi resta montano e chi no non è ancora scritto fino in fondo. Con la fotografia attuale, applicata la legge i Comuni montani passerebbero da 4.059 a 2.843 con le perdite maggiori in Sardegna, Campania e Piemonte. Con un paradosso: quelli che perderebbero il “titolo” sarebbero per lo più territori con redditi pro capite inferiori rispetto alla media nazionale. Mentre il 42% dei Comuni che resterebbero montani supera la media nazionale dei redditi)».
N.B.: Estratto da un articolo apparso su “Il Mattino”, pagina di Benevento,, del 17 gennaio 2026, è con il titolo: “Mastella e Lombardi: legge aree montane, il Sud è penalizzato”, a firma di Anna Liberatore,
Nella foto: da sx Clemente Mastella, sindaco di Benevento, e Nino Lombardi, presidente della Provincia di Benevento
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Comunicato Stampa n. 3378 del 28 gennaio 2026
Nino Lombardi, Presidente della Provincia di Benevento, ha ricevuto stamani alla Rocca dei Rettori Vincenzo Luciano, Presidente delle Comunità Montane della Campania, e i Presidenti delle Comunità Montane del Fortore, Zaccaria Spina, e del Titerno – Tammaro, Pasquale Di Meo, quest’ultimo accompagnato dall’Assessore della Comunità Montane Simone Paglia.
L’incontro, cui ha partecipato anche il Dirigente alla Programmazione della Provincia di Benevento Giancarlo Corsano, è stato finalizzato alla disamina del provvedimento governativo che individua i “Comuni montani” beneficiari, ai sensi della legge 12 settembre 2025, n. 131, delle misure di sostegno per la sanità, l’istruzione, i servizi pubblici etc nei territori interni.
Il Presidente Lombardi, nel ricordare l’iniziativa assunta nei giorni scorsi con il Sindaco di Benevento Clemente Mastella di contestazione di un elenco presentato dal Governo che esclude numerosi Comuni sanniti, ha manifestato la sua piena solidarietà alla consentanea battaglia intrapresa nei giorni scorsi dalle Comunità Montane campane che, riunite a Salerno, hanno espresso il proprio dissenso sull’impostazione governativa.
Com’è noto, le Comunità Montane campane avevano approvato un documento contenente il netto dissenso rispetto alle indicazioni governative sulla riclassificazione dei Comuni montani.
Come anche oggi ha precisato il Presidente Luciano con i Colleghi Spina e Di Meo, la riclassificazione proposta dal Governo per la legge 131/2025 rischia di creare nuove divisioni e nuove barriere.
"Non vogliamo che la legge divida – ha ancora una volta precisato oggiLuciano, a nome dell’Uncem Campania”. Secondo l’Uncem, il Governo, per dare corso a queste riclassificazioni territoriali, sta perdendo di vista l’obiettivo di mettere a disposizione subito le risorse finanziarie pari a 200 milioni di Euro già indicate negli anni scorsi con il Governo Draghi quale sostegno concreto per le aree montane.
Per quanto riguarda il solo Sannio, perderebbero lo status di “Comune montano” Solopaca, San Salvatore Telesino, Faicchio, San Lorenzello, Guardia Sanframondi, Sant’Agata de’ Goti, Moiano, Bucciano, Forchia, Arpaia, Apice, Campolattaro, Buonalbergo, Reino.
Il Presidente della Provincia Lombardi ha ricordato che, rispetto alle criticità che si registrano nel tessuto connettivo sociale ed economico delle aree interne sannite, non possono essere introdotti nuovi parametri tecnici che costituiscono la cancellazione di concreti apporti di sostegno fatti di risorse finanziarie e di misure specifiche atte a favorire l’erogazione dei ser vizi essenziali.
Al termine dell’incontro, è stata auspicata all’unanimità una decisa presa di posizione da parte del Presidente della Regione Campania Roberto Fico affinché vengano non solo tutelate anche presso le sedi del Governo nazionale le posizioni delle aree interne montane, ma vengano attuate nuove ed urgenti misure specificamente dedicate alle criticità che quei territorio vivono quotidianamente.
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Comunicato Stampa n. 3379 del 28 gennaio 2026
Il Presidente della Provincia di Benevento, Nino Lombardi, a seguito dell’incontro svoltosi questa mattina con l’Unione delle Comunità Montane della Campania, ha rivolto un appello all’assessore regionale campana all'Agricoltura Maria Carmela Serluca per una rinnovata iniziativa di sostegno per le aree fragili delle zone interne modificando l’avviata riclassificazione dei “Comuni montani” da parte del Governo ai sensi della legge 131/2025.
Lombardi, riconoscendo l’impegno già profuso sul tema specifico dall’Assessore Serluca con il Presidente della Regione Campania Fico, ha sottolineato come nei territori montani il comparto primario contribuisca in misura preponderante alla formazione del reddito pro-capite dei residenti e, per questa ragione, le misure di sostegno delle aree montane di contrasto allo spopolamento e alla desertificazone agiscono di conseguenza anche a sostenere il permanere sul territorio dei lavoratori e degli addetti dell’agircoltura, della zootecnia, della forestazione.
Purtroppo, ha precisato il Presidente Lombardi, la proposta governativa di riperimetrazione dei Comuni montani finisce paradossalmente anche con l’indicare e quindi con il favorire località che si affacciano sul mare e che finirebbero, pertanto, con il godere in un prossimo futuro sia della presenza del turismo di massa dei bagnanti che delle provvidenze destinate dal Governo alle aree montane interne.
Sulla base di queste considerazioni il Presidente Lombardi ha auspicato che, nel contesto delle politiche a favore dell’agricoltura e della forestazione, l’Assessore regionale Serluca eserciti in sede di Regione, di Conferenza Stato – Regioni e di Governo un’azione propositiva finalizzata a riconoscere i territori montani in condizione di oggettiva fragilità e difficoltà socio-economica.
